Il 20 Aprile 2004 il NISCC (http://www.niscc.gov.uk/),
un ente britannico creato per monitorare e cordinare lo svilluppo delle
infrastrutture di rete per la difesa contro attacchi elettronici, ha rilasciato
un articolo che presenta un attacco contro il protocollo TCP.
L'articolo reperibile in:
http://www.niscc.gov.uk/niscc/docs/re-20040420-00391.pdf?lang=en
mostra come sia possibile interrompere una connessione TCP utilizzando
meccanismi interni al protocollo stesso.
La vulnerabilita', legata al fatto che sia possibile "indovinare"
l'ISN (un numero che e' associato ad ogni sessione TCP), non e' nuova
ed era stata discussa sino dal 1985 ed e' simile ai metodi usati per creare
connessioni spoofed. L'utilizzo di questa debolezza a livello pratico
era pero' ritenuta improbile in quanto si riteneva che fosse necessario
inviare un numero molto elevato di pacchetti per abbattere una connessione.
Recentemente e' stato dimostrato che il numero di tentativi si riduce
con l'aumentare della durata della connessione TCP. Questo problema affligge
tutti i sistemi operativi, in quanto utilizza meccanismi interni al protocollo
TCP, anche se per alcuni possono essere piu' resistenti perche' gia' implementano
meccanisimi di difesa dallo spoofing.
Questa vulnerabilita' puo' essere sfruttata per effettuare il reset delle
connessioni TCP, che e' il protocollo usato dalla maggior parte delle
applicazioni di Internet, ma i candidati piu' probabili sono le applicazioni
che utilizzano una connessione per un lungo periodo di tempo e con porte
TCP predicibili. Fra i piu' facili obbiettivi ci sono le connessioni BGP
tra i router Internet. Queste connessioni usano porte fisse e sono di
lunga durata, le informazioni relative alle connessioni attive sono poi
spesso pubblicamente accessibili e facilmente reperibili. Un attacco a
queste connessioni comprometterebbe seriamente il funzionamento di Internet
su vasta scala, alcune parti di Internet potrebbero subire rallentamenti
o diventare irraggiungibili.
Ovviamente perche' l'attacco sia possibile ' necessario che i dispositivi
utilizzati siano vulnerabili e che le sessioni BGP fra esse non siano
autenticate. Queste condizioni potrebbero pero' essere piu' comuni di
quanto si pensi. Ad esempio Cisco, uno dei maggiori produttori di dispositivi
di networking, e' vulnerabile
http://www.cisco.com/warp/public/707/cisco-sa-20040420-tcp-ios.shtml
http://www.cisco.com/warp/public/707/cisco-sa-20040420-tcp-nonios.shtml
se quindi non sono in atto altre procedure (autenticazione sessioni BGP)
l'attacco potrebbe avere successo.
Un documento che spiega la vulnerabilita' e' disponibile al seguente
link: http://www.ietf.org/internet-drafts/draft-ietf-tcpm-tcpsecure-00.txt
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